mercoledì 23 maggio 2018

Il mattino ha l'oro in bocca



Tutti dormono ancora, ed io mi aggiro silenziosa per la casa, sperando di trovare qualcosa della mia dolce metà  fuori posto... mi basterebbe anche un calzino! Generalmente, dopo i miei monologhi sull’importanza dell’ordine e sul fatto di non essere né una schiava romana né sua madre, lui volta le spalle e se ne va, lasciandomi il piacere di parlare da sola.

Stamattina, però, accade qualcosa di diverso.

“Jacopo?” Dico, sentendomi fortunata nell’aver scovato una camicia sopra la lavatrice. “Pensi che la camicia si metta nell'armadio da sola?”
“Domani vado a Bologna”, m’interrompe. “C'è un convegno e ho pensato che qualche giorno di lontananza possa servire ad entrambi”.
Intanto interrompermi proprio sul più bello non è affatto educato. Inoltre, Bologna, lontananza e servire nella stessa frase, mi allarmano non poco.

“Mi stai proponendo una specie di pausa di riflessione, per caso?”
“Non proprio”.
“E allora cosa dovrei pensare?”
“Che forse qualche giorno di lontananza possa servire ad entrambi.”
“Questo me l’hai già detto, non riesci a dirmi altro?”
“No”.
“Allora fai come credi”.

Dopo aver sistemato l’indumento incriminato dentro il bidone della spazzatura, richiamo al mio cospetto le emozioni del film animato Inside out. In compagnia di rabbia, paura, disgusto, gioia e tristezza vado così a svegliare l’altro maschio della famiglia.

Francesco ha dodici anni, i capelli biondissimi e gli occhi verdi. Lui si comporta come la maggior parte degli adolescenti, cioè come un bambino di due anni, ma con il ciuffo e la convinzione di essere più furbo di qualsiasi adulto sulla terra. Il tutto accompagnato da un totale disinteresse per la scuola, un odio viscerale per i compiti e, come ciliegina, da un eloquio degno dell’Oscar alla scurrilità. Adesso che sono seduta sul suo letto e lo guardo dormire mi rendo conto di quanto assomigli al padre.

Nonostante questo lo amo da morire. L’amore di una mamma non ha limiti. Mi alzo e vado a sollevare la serranda. Dieci secondi dopo, come accade ogni giorno, lui riemerge dalle coperte e mi sorride.

Tratto dal libro “Forse sì” di Stefania Corda


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